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		<title>Blog globale : Un Nuovo pianeta si può...</title>
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		<lastBuildDate>Mon, 15 Mar 2010 21:18:49 GMT</lastBuildDate>
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			<title>Blog globale : Un Nuovo pianeta si può...</title>
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		<title>I limiti impossibili per la difesa dell'ambiente</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2010-03-15T11:53:50Z</pubDate>
		<description>La direttiva IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control – Prevenzione e Riduzione Integrate dell&#039;Inquinamento) può essere considerata come il primo passo verso un approccio integrato per la mitigazione degli impatti su aria, sistemi idrici, suolo, rifiuti e rumore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa direttiva l&#039;Unione europea ha stabilito gli obblighi che le attività industriali e agricole a elevato potenziale inquinante devono rispettare. In particolare viene istituita una procedura di autorizzazione e vengono fissate prescrizioni minime che devono essere contenute in ogni autorizzazione, soprattutto per quanto riguarda le emissioni delle sostanze inquinanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopo è quello di evitare o ridurre al minimo il rilascio di emissioni inquinanti nell&#039;atmosfera, nelle acque e nel suolo, oltre ai rifiuti degli impianti industriali e delle imprese agricole, al fine di raggiungere un livello elevato di tutela dell&#039;ambiente.&lt;br /&gt;Gli standard da rispettare sono stabiliti sulla base delle Migliori Tecnologie Disponibili (MTD), descritte nei cosiddetti BREF (documenti di riferimento), e recepite in Italia con il d.m. ambiente 1° ottobre 2008 e con il d.lgs. 18 febbraio 2005, n. 59, Linee guida per l&#039;individuazione e l&#039;utilizzazione delle migliori tecniche disponibili. Queste ovviamente comprendono sia misure da rispettare a monte del processo, che lungo la linea di produzione, ma il più delle volte dovendosi applicare a processi produttivi già in essere le MTD utilizzate sono quelle del tipo end-of-pipe, ovvero applicate ai sistemi di depurazione degli effluenti prima della loro immissione nell&#039;ambiente. Trattandosi quindi di processi che si vanno ad aggiungere a qualcosa di esistente, ovviamente andranno a richiedere un ulteriore consumo di energia, con conseguente produzione di anidride carbonica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo nella direttiva IPPC e nei BREF i gas serra non vengono considerati, e pertanto le autorità nazionali o locali si sentono autorizzate a richiedere limiti di emissione sempre più restrittivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione che si pone è molto semplice. &lt;br /&gt;Il d.lgs. 152/2006 e s.m.i, denominato Testo unico dell&#039;ambiente, stabilisce, tra gli altri, i limiti di emissione di effluenti gassosi e liquidi (quest&#039;ultimi differenziandoli a seconda del corpo recettore). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente le regioni e/o le province autonome sono legittimate a imporre delle restrizioni laddove questi scarichi vadano ad interessare luoghi particolarmente compromessi o sensibili (basti pensare alla Laguna di Venezia, che segue una legislazione a sé).&lt;br /&gt;Tuttavia, nel tentativo di dimostrarsi più accorte al problema dell&#039;inquinamento, spesso le amministrazioni in fase di autorizzazione di nuovi impianti industriali o attività agricole ad elevato potenziale inquinante, tendono ad imporre delle restrizioni che a volte risultano non motivate. &lt;br /&gt;Accade così che l&#039;industriale di turno spende più soldi nei sistemi di trattamento degli effluenti potenzialmente inquinanti per rispettare le prescrizioni imposte, ma si andrà a rifare successivamente rincarando il costo del prodotto finito, ad esempio. E noi nel frattempo dormiamo sogni tranquilli convinti che il problema delle emissioni sia risolto, trascurando che i processi di trattamento imposti stanno consumando un quantitativo di energia che in qualche modo dovrà pur esser prodotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paradosso salta fuori quando si vedono amministrazioni che in fase di autorizzazione di centrali termoelettriche a biomasse, in cui viene non solo garantita l&#039;origine della biomassa, ma anche il rispetto dei limiti normativi alle emissioni nonché viene fornito uno studio delle emissioni evitate e delle tonnellate di petrolio risparmiate, richiedono sistemi di abbattimento dei fumi che si avvicinano alla smaterializzazione delle sostanze.&lt;br /&gt;In questo modo, a mio avviso, non si fa altro che demotivare lo sviluppo di quelle energie che vengono definite “pulite”, ma che sarebbe corretto definire “meno inquinanti” rispetto quelle attualmente utilizzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre mi domando se, fatte salve per le aree particolarmente sensibili, il legislatore nazionale quando ha fissato i limiti di emissione abbia tirato i dadi, visto che le singole amministrazioni sembra non vogliano dare credito a quanto è stato legiferato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo dell&#039;Ing. Roberta Lazzari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti:&lt;br /&gt;http://europa.eu/legislation_summaries/environment/waste_management/l28045_it.htm&lt;br /&gt;Il Giornale dell&#039;Ingegnere n.1 – 15 gennaio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CrumpleEarth, foto di Corey Mata-a-moto (wiki)</description>
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		<title>Frana di Maierato</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2010-02-17T10:47:19Z</pubDate>
		<description>La frana di Maierato rappresenta una ripresa in diretta del movimento di frana. La velocità con la quale si muove ne dimostra per intero la sua reale potenza.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tra qualche giorno, se non a partire da oggi inizierà la solita polemica politica e del tipico scarica barile ed accuse reciproche tra i vari schieramenti per decidere chi ne è la causa. Ma ovviamente come sempre non si giungerà ad alcune conclusione e la spiegazione per quanto paradossale è abbastanza semplice.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo una società evoluta dal punto di vista tecnologico, abbiamo sviluppato tecniche di arginamento delle frane e metodologie di osservazione che ci permettono di capire quanto la frana sia in movimento. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non è solo questo che dovremmo tenere in considerazione, infatti la frana è un movimento di tipo geologico naturale ed in alcuni casi chi la provoca è l&#039;uomo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dobbiamo iniziare a capire che non è più possibile vivere sul nostro pianeta immaginando di essere i padroni di essi e che ogni elemento della natura debba piegarsi al nostro volere solo perchè ci fa comoda costruire case e strade e gettare cemento a destra e a manca per soddisfare il nostro piacere di modellare il terreno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E&#039; ora di comprendere che l&#039;ingegneria applicata secondo le vecchie metodologie non è più la strada da percorrere ma occorre iniziare a pensare ad un tipo di ingegneria più vicina alla realtà dei fatti, ossia che debba adattarsi alla natura cercando di sconvolgerla il meno possibile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Voler a tutti costi gettare cemento e asfalto non è sempre una buona idea poichè impediamo all&#039;acqua piovana di infiltrarsi e di raggiungere le falde che devono essere ricaricate nel corso dell&#039;anno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non ha più alcun senso continuare a lamentarsi ed ad impressionarsi ogni qual volta dopo una pioggia a carattere torrenziale si aprono voragini o esondano i fiumi causando danni a chi non avrebbe dovuto costruire in prossimità di un vecchio letto di fiume prosciugato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Noi non siamo i padroni del pianeta e non possiamo più arrogarci il diritto di decidere dove far passare le acque di un fiume solo perchè ci occorre quel fazzoletto di terreno per innalzare case da vendere a prezzi spropositati e poi veder sparire chi le ha costruite per non assumesi la responsabilità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il problema odierno è che vogliamo rifuggire alle nostre responsabilità ma la realtà è che la natura non è statica anzi tutt&#039;altro è dinamica si muove si evolve e si adatta come meglio può agli impedimenti che gli vengono imposti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi conosce un minimo di idraulica saprà bene come un fiume sia un elemento altamente dinamico capace di cambiare nel corso della sua vita il suo letto modificandolo in funzione degli ostacoli che incontra e che quindi ha poco senso rettificare fiumi dalla forma contorta per farci passare una strada e questo perchè prima o poi quel fiume modificherà ilsuo corso, magari durante un evento meteorologico a nostro avviso anomalo. Ma la realtà è che gli eventi piovosi non sono più anomali ma la regola che seguono a causa di ciò che siamo stati capaci di fare al clima.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi mi chiedo se non siamo realmente degli ipocriti a volerci lamentare ogni qualvolta la natura si ribella cercando di conquistare nuovamente i suoi spazi che noi abbiamo sottratto con la forza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A differenza di quanto l&#039;uomo è stato capace di fare con le popolazioni indigene durante il periodo della colonizzazione qui ci troviamo di fronte a forze che superano le nostre e che prima o poi prenderanno il sopravvento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piogge torrenziali, trombe d&#039;aria laddove non dovrebbero formarsi, esondazioni, frane e smottamenti, voragini nei centri cittadini sono solo delle forme della natura che cerca di farci comprendere quanto abbiamo sbagliato. Sarebbe forse il caso di iniziare a costruire secondo metodi più vicini alla natura e flessibili che lascino alle acque  meteoriche la possibilità di infiltrarsi nel terreno per ricaricare le falde, e quindi che non si utilizzino più asfalti impermeabilizzanti ma drenanti come già avviene in altri paesi, è il caso che si inizi a non costruire più in prossimità dei letti dei fiumi siano essi in uso o asciutti perchè prima o poi l&#039;acqua passerà nuovamente di lì e trascinerà con sè tutto ciò che troverà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con ciò non voglio dire di essere insensibile a quanto si vede ultimamente sui giornali, alla disperazione di chi ha perso tutto poichè ciò è terribile e potrebbe accadere ad ognuno di noi, ma è il caso che si inizino a fare i primi passi verso una gestione più coerente e sensibile delle risorse che si finisca di alzare blocchi di cemento con la sola pretesa di intascare quattrini poichè al momento la nostra società è malata proprio per questo. Corruzione, denaro, mancanza di scrupoli crisi economiche sono solamente la punta dell&#039;iceberg ed è il momento di dire basta, solo così chi vive nutrendosi di ciò potrà rimanere isolato e cadere senza più nuocere a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui di seguito il video:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[youtube]&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/j7s2NrEg1Qg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/j7s2NrEg1Qg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;[/youtube]&lt;/div&gt;</description>
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		<title>Anche l'europa progetta un satellite per raccogliere energia solare dallo spazio</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2010-01-29T17:35:00Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px&quot;&gt;&lt;em class=&quot;bbcode italic&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;La EADS Astrium, la compagnia spaziale più grande in Europa, pianifica di lanciare in orbita un satellite che raccolga l&#039; energiasolare dallo spazio e la rimandi sulla terra. Il satellite potrà lavorare ininterrottamente e utilizzerà raggi infrarossi per mandare l&#039; energia sul nostro pianeta, al posto delle pericolose microonde, e cercherà di raggiungere un grado di efficienza che compensi la dispersione di energia.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La EADS Astrium, la compagnia spaziale più grande in Europa, pianifica di lanciare in orbita un satellite per dimostrare che è possibile raccogliere energia solare nello spazio e che è possibile la trasmissione di questa via laser infrarossi per fornire elettricità alla terra. L&#039;amministratore delegato della Astrium, François Auque, afferma che il progetto è in fase di test, ma un sistema attuabile per raccogliere e trasmettere l&#039; energia solare dallo spazio alla terra potrebbe essere ottenuto in breve tempo. Auque afferma che l&#039; energiasolare nello spazio è un è una idea affascinante perché è una forma di energia inesauribile e pulita. Diversamente agli impianti solari sulla terra, i pannelli fotovoltaici orbitali potrebbero lavorare senza sosta, 24 ore su 24, e non ci sarebbero interferenze o disturbi creati dall&#039;apparizione di nuvole o dai gas e la polvere atmosferica. Questo vuol dire che la quantità di energia raccolta da questi satelliti solari che girano nell&#039;orbita della terra è enormemente superiore di quella che si potrebbe raccogliere con un qualsiasi impianto installato sullaterra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;La trasmissione di energia solare dallo spazio attraverso i raggi infrarossi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le prime idee riguardo la trasmissione dei raggi di energia dallo spazio verso la terra sono state pesantemente criticate perché si parlava di trasmettere attraverso microonde per mandare l&#039; energia sul pianeta, sollevando problemi di sicurezza, quindi la Astrium pianifica di usare in cambio i raggi infrarossi. Ora quindi se un raggio dovesse incontrare una persona o un oggetto, non ci sarebbe nessuna conseguenza. La trasmissione di energia attraverso i raggi infrarossi sono stati testati nel laboratori della Austrium, e i ricercatori della società ora si stanno concentrando nel migliorare l&#039;efficienza del sistema. Il lavoro sullo sviluppo dei convertitori che trasformino l&#039; energia solare trasmessa con gli infrarossi in elettricità sta procedendo rapida, e la Austrium sta collaborando in questo lavoro con scienziati dell&#039;università britannica di Surrey. La compagnia spera di ottenere almeno l&#039;80 per cento in termini di efficienza dalla conversione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il capo dello sviluppo dei progetti tecnologici della Austrium, Robert Laine, in questo momento l&#039; energia gestita dal sistema è limitato dalla dimensione del laser che può essere costruito. Una missione dimostrativa sarebbe necessaria per provare il funzionamento del sistema, e secondo le previsioni sarà possibile entro la fine del decennio. &lt;br /&gt;L&#039;idea della raccolta di energia solare nello spazio è stata discussa per almeno tre decenni, ma il problema della perdita di energiadurante la trasmissione, la spesa necessaria e la difficoltà di assemblare grandi insiemi di cellule fotovoltaiche nello spazio sono sembrate per anni un problema insormontabile. In ogni caso, la Austrium non è la sola compagnia che si avvicina a realizzare e sfruttare un sistema simile. Lo scorso settembre il Giappone ha annunciato l&#039;intenzione di eseguire un esperimento di piccole dimensioni riguardo il lancio di un satellite in grado di raccogliere l&#039; energia solare, da mettere in orbita entro il 2015. Il sistema trasmetterà l&#039; energia solare verso la terra attraverso le microonde. La EADS Astrium è in fase di ricerca di investitori e partner come l&#039;Unione Europea, i governi nazionali, le agenzie spaziali o le compagnie energetiche, per raccogliere fondi e contribuire ulteriormente allo sviluppo del sistema di raccolta di energia solare orbitale.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;</description>
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		<title>Un nucleare pulito si può?</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2010-01-26T20:02:05Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;LIVREA &lt;/strong&gt;Prof Cardone, ritiene reale la possibilità di un nucleare pulito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;CARDONE &lt;/strong&gt;Sia la teoria che le esperienze condotte tra il 2001 e il 2007 ce lo confermano con evidenza. La fenomenologia cui tali esperienze vanno ricondotte, è quella delle reazioni piezonucleari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;LIVREA &lt;/strong&gt;Cosa sono le reazioni piezonucleari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;CARDONE&lt;/strong&gt; Sono appunto reazioni nucleari provocate dalla deformazione spaziotemporale che circonda i nuclei atomici. Mediante l&#039;immissione di ultrasuoni in una soluzione acquosa nella quale erano stati disciolti sali ferrosi, abbiamo appunto sfruttato queste deformazioni per indurre il ferro a rilasciare neutroni, e quindi energia. Ciò e&#039; stato possibile tramite la pressione; in questo caso una pressione acustica, esercitata sugli atomi di ferro disciolti in soluzione sfruttando il fenomeno della cavitazione indotta dagli ultrasuoni. In uno spazio-tempo deformato infatti non valgono le stesse leggi che governano uno spazio-tempo piatto. Ciò che la teoria prediceva, è stato poi effettivamente e ripetutamente verificato in laboratorio confermandoci che: lo spaziotempo è realmente deformato in prossimità dei nuclei atomici e che è possibile sfruttare tali deformazioni e le leggi che le regolano per indurre gli atomi a rilasciare neutroni. I principi fisici sono dettagliatamente descritti all&#039;interno del volume “Deformed Spacetime”, del quale e&#039; coautore, assieme al sottoscritto, il prof. Roberto Mignani dell&#039;Universita di Roma 3. Il volume in lingua inglese ha un taglio tecnico ed e&#039; edito dalla tedesca Springer Verlag. In sostanza abbiamo ricavato neutroni da 300 grammi di sali ferrosi disciolti in acqua. Il ferro è un elemento inerte che sembrerebbe il meno incline a rilasciare neutroni (si dice infatti scherzando “duro come il ferro”) e che tuttavia proprio in virtù di tali deformazioni, ha rilasciato in circa un’ora e mezza una quantità di neutroni doppia rispetto a quella ottenuta dal canale di un reattore convenzionale che impiega circa 30 kg di materiale fissile: uranio. Tutto ciò è avvenuto a temperatura ambiente in assenza di radiazioni Alfa Beta e soprattutto Gamma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;LIVREA &lt;/strong&gt;Professor Cardone, è possibile immaginare uno scenario di sfruttamento di tale scoperta/invenzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;CARDONE &lt;/strong&gt;Anche se non possiamo dire di aver scoperchiato il vaso di Pandora, di certo questa nuova pagina della ricerca scientifica ha rivelato una realtà fisica dalla quantità e qualità di risvolti impressionanti. Le tecnologie ricavabili da questa nuova fisica troverebbero impieghi non solo nella produzione di energia pulita, abbondante e a buon mercato, ma anche nell’abbattimento delle radiazioni nei materiali radioattivi, e quindi anche nelle scorie delle centrali convenzionali, nella produzione di sostanze chimiche, e persino nell’impiego in campo medico ove finalmente sarebbe possibile la terapia tumorale neutronica in assenza di raggi gamma..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;LIVREA &lt;/strong&gt;Professore lei ha parlato di abbattimento radioattivo. Cosa intende?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;CARDONE &lt;/strong&gt;Oltre al ferro abbiamo eseguito alcune esperienze sottoponendo a cavitazione alcune soluzioni a bassissimo contenuto di torio 228, un elemento radioattivo che dimezza la sua radiazione in circa due anni. La teoria prediceva con la stessa precisione che il torio, ma ovviamente qualsiasi altro elemento, sarebbe decaduto in altro. Ebbene nei 90 minuti di durata dell&#039;esperimento la carica radioattiva era scesa esattamente della meta&#039;. Cio&#039; significa che in un tempo 10.000 volte piu&#039; rapido del normale il torio si era dimezzato. Le reazioni piezo-nucleari hanno evidentemente alterato la natura del torio facendogli superare la soglia di energia della forza radioattiva aldilà della quale anche la geometria di tale forza… non era più piatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;LIVREA &lt;/strong&gt;Prof. Cardone di cosa ci sarebbe bisogno adesso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;CARDONE &lt;/strong&gt;Ovviamente di fondi, per proseguire le ricerche industriali interrotte, poiché le ricerche puramente scientifiche sono già giunte a conclusione, infatti quando le ricerche industriali sono iniziate nella prima metà del 2008, sono state interrotte a causa delle incomprensioni sorte tra i due principali enti che vi partecipavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;LIVREA &lt;/strong&gt;A quanto ammonterebbero questi fondi se è in grado Lei di fare una tale valutazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;CARDONE &lt;/strong&gt;Naturalmente come scienziato sono la persona meno adatta a formulare tale valutazione pertanto riporterò la stima effettuata dal presidente della maggiore industria nucleare italiana in collaborazione con un esperto di industrie energetiche statunitense e con la consulenza di un collega fisico nonché ingegnere come gli altri due, effettuata nel corso di una riunione informale nel luglio 2007. I risultati di tale stima che mi furono riferiti indicavano una spesa di 300-350 milioni di euro oppure di dollari in un arco di tempo di 3-15 anni per passare dal prototipo scientifico che abbiamo oggi al prototipo industriale ed infine all’impianto pilota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;LIVREA &lt;/strong&gt;Concludendo, caro Professore, penso che sia inutile farle dei complimenti o congratulazioni poiché ritengo che la risposta migliore alla sua opera sia quella di metterla in pratica per provare a dare un volto migliore al pianeta ed ai suoi abitanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;Roma 1 dicembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;fonte: caffepoliticoletterario.org&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;Commenti: &lt;/strong&gt;Anche se la notizia non è recente è sempre utile ricordarsi che la ricerca italiana per quanto fortemente penalizzata rispetto agli altri paesi europei è capace di sfornare ricerche davvero interessanti. Ancor più interessante è poi osservare come scoperte rivoluzionarie cadano nel vuoto dell&#039;oblio e non se ne abbia traccia da nessuna parte, fosse anche il telegiornale capace di mettere in onda notizie stupide alcune volte e che invece dovrebbe adoperarsi per parlare anche di questi argomenti altamente interessanti visto che una sua possibile applicazione renderebbe le nostre tasche meno vuote e la nostra aria meno carica di agenti inquinanti. Ma ovviamente questi sono argomenti e pensieri che tutti siamo in grado di fare, sono cose che sappiamo e di cui molto spesso troppo poco si parla.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</description>
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		<title>Cosa accadrebbe se l'uomo scomparisse?</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2010-01-24T15:27:50Z</pubDate>
		<description>&lt;font face=&quot;Arial, Helvetica, sans-serif&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;white-space: pre&quot;&gt;[youtube]&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/H_IB1qTYJMg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/H_IB1qTYJMg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;[/youtube]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>La NASA afferma che si è appena concluso il decennio più caldo da fine '800</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2010-01-22T18:15:07Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif&quot;&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt;Quello che si e&#039; concluso l&#039;anno scorso, e&#039; il decennio piu&#039; caldo in assoluto da quando si e&#039; iniziato a registrare le temperature, alla fine dell&#039;Ottocento.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt; Lo sostiene la Nasa, secondo cui il 2009 e&#039; stato il secondo anno piu&#039; caldo dopo il 2005 dal 1880, mentre il 2008 e&#039; stato quello piu&#039; freddo del decennio a causa della corrente La Nina che ha abbassato le temperature nell&#039;area tropicale del Pacifico. Quasi caldi come il 2009 sono stati il 1998, il 2002, il 2003, il 2006 e il 2007.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt;Secondo James Hansen del Goddard Institute for Space Studies (Giss), facendo la media delle temperature su cinque o 10 anni, si ha la conferma che il riscaldamento del pianeta prosegue praticamente senza interruzioni.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt;fonte: rainews24.rai.it&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt;Commento: Bè se il decennio più caldo si è appena concluso allora vediamo come procede questo anno che presenta tante novità dal punto di vista climatico, o meglio delle novità rispetto alle anomale miti temperature degli anni scorsi. Molto hanno annunciato, come del resto i telegiornali, l&#039;arrivo del freddo polare ma a mio modesto parere l&#039;inverno dovrebbe essere freddo. La differenza rispetto agli anni scorsi è un essersi abituati ad inverni miti mentre ora dobbiamo fare i conti con temperature più basse e con eventi climatici decisamente concentrati in poche ore capaci di produrre notevoli danni. Ma tutto ciò non è solo colpa del clima, dobbiamo iniziare a renderci conto che gran parte dei danni provocati dalle esondazioni sono opera nostra che con la volontà di cementare tutto abbiamo nel corso degli anni impedito alle acque di infiltrarsi nel sottosuolo per ricaricare le falde. Non ci si stupisca allora quando un fiume lascia che le sue acque straripino andando ad inondare paesi e campagne. Noi non possiamo in alcun modo controllare la natura, se ci ostiniamo a voler confinare un corso d&#039;acqua, che per sua natura è mutevole nel tempo, esso prima o poi riuscirà a trovare una strada che gli permetta di meglio defluire. E&#039; tempo di rivedere le nostre convinzioni ed i nostri modi di costruire.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;font-size: 1.3em; line-height: 1.6em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px&quot;&gt;Edificare edifici in un vecchio letto di fiume asciutto non è una certezza che le acque non ritorneranno semplicemente perchè quel luogo rappresentano una via preferenziale per le acque in caso di notevoli piogge, e in un periodo come questo dove i cambiamenti climatici stanno portando a piogge di tipo torrenziale è necessario iniziare a prevedere dove le acque cambieranno il loro corso. Noi non siamo padroni del pianeta ma semplici ospiti su di esso. Abbiamo plasmato a nostro piacimento la superficie terrestre perchè si adeguasse alle nostre necessità senza preoccuparci che un giorno la natura avrebbe presentato il conto delle nostre azioni cercando di riprendersi ciò che gli è stato sottratto. Ed è inutile fare la faccia sorpresa quando un disastro si presenta ai nostri occhi dopo una pioggia così come un bambino non sarebbe sorpreso di vedere lungo i marciapiedi l&#039;asfalto rotto nei pressi di un albero se gli si spiegasse che l&#039;albero ha delle radici. Un semplice paragone ma che ben mostra quanto l&#039;uomo possa essere cieco di fronte a fatti evidenti.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;</description>
		<guid>http://nuovopianeta.blogattivo.com/Gaia-b1/La-NASA-afferma-che-si-e-appena-concluso-il-decennio-piu-caldo-da-fine-800-b1-p54568.htm</guid>
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		<title>Dal 2010 le rinnovabili sono obbligatorie per i nuovi edifici</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2010-01-19T21:56:55Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: medium&quot;&gt;&lt;p id=&quot;testoRidimensionabile&quot; style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 15px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt; I Comuni hanno avuto tempo fino al 1° gennaio 2010 per inserire nei propri regolamenti edilizi l’obbligo di dotare le unità abitative e gli edifici industriali di nuova costruzione di impianti di energia da fonti rinnovabili in grado di garantire una produzione di almeno 1 kW.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id=&quot;testoRidimensionabile&quot; style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;La &lt;/font&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;text-decoration: none&quot;&gt;Finanziaria&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;text-decoration: none&quot;&gt; 2008&lt;/span&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;, stabiliva infatti che, ai fini del rilascio del permesso di costruire, i regolamenti edilizi prevedano, per i nuovi edifici, l’installazione di impianti da fonti rinnovabili e fissava 1° gennaio 2009 la scadenza per i&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;Comuni&lt;span&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt; (&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;u&gt;&lt;span&gt;&lt;u&gt;&lt;font&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;text-decoration: none&quot;&gt;leggi tutto&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;);  &lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;successivamente, &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;la &lt;/font&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;text-decoration: none&quot;&gt;L. 14/2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;, di conversione del DL 207/2008 “Milleproroghe” l’ha differita al 1° gennaio 2010.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id=&quot;testoRidimensionabile&quot; style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;La norma modifica l’articolo 4, comma 1-bis, del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) prevedendo che nei regolamenti edilizi, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, sia prevista l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell&#039;intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id=&quot;testoRidimensionabile&quot; style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;Secondo il &lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;span&gt;rapporto “L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali” curato da &lt;/span&gt;Legambiente &lt;span&gt;e&lt;/span&gt;Cresme &lt;span&gt;in collaborazione con &lt;/span&gt;Saie Energia, &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;l’utilizzo di fonti rinnovabili è già obbligatorio in 406 Comuni e l’obbligo di installazione di 1 kW di fotovoltaico per unità abitativa è stato recepito in 135 Comuni.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id=&quot;testoRidimensionabile&quot; style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;La Regione Puglia ha mantenuto al 1° gennaio 2009 la scadenza per l’inserimento nei regolamenti edilizi dell’obbligo di prevedere, ai fini del rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili .&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id=&quot;testoRidimensionabile&quot; style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;Recentemente, il Comune di Roma ha inserito nel proprio Regolamento Edilizio la norma secondo cui i nuovi edifici dovranno essere dotati di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili, l’acqua calda dovrà essere fornita, almeno per il 50%, da pannelli solari e ogni appartamento dovrà produrre energia rinnovabile in relazione alla sua superficie .&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id=&quot;testoRidimensionabile&quot; style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;Ricordiamo, infine, che &lt;span&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;l’accordo raggiunto il 17 novembre tra il Parlamento europeo e il Consiglio, per la revisione della &lt;/font&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;text-decoration: none&quot;&gt;Direttiva CE/91/2002&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;sul rendimento energetico in edilizia, prevede che t&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;utti gli edifici costruiti dal 1° gennaio 2021 dovranno avere elevati standard di efficienza energetica e il loro fabbisogno energetico dovrà essere coperto in misura molto significativa da fonti rinnovabili.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;Fonte:  Parlamento Europeo&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-top: 15px; margin-right: 15px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; font-weight: normal; font: normal normal normal 15px/normal Georgia, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 22px; color: #333333; border-width: 0px; padding: 0px&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Georgia, &#039;Times New Roman&#039;, Times, serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;</description>
		<guid>http://nuovopianeta.blogattivo.com/Gaia-b1/Dal-2010-le-rinnovabili-sono-obbligatorie-per-i-nuovi-edifici-b1-p54567.htm</guid>
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		<title>Google progetto per monitorare le foreste</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-10-22T10:59:38Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px&quot;&gt;Google e un gruppo di agenzie spaziali, tra cui quella italiana, si sono unite a un progetto internazionale per monitorare le foreste e combattere il riscaldamento globale. Lo rende noto il Group of Earth Observations (Geo), tra i cui componenti figurano 80 governi e alcune organizzazioni dell&#039;Onu. &amp;quot;L&#039;unico modo per misurare le foreste in modo efficace è dallo spazio&amp;quot;, afferma il direttore del gruppo Geo Jose Achache. Ecco perché nel progetto, che punta a fare valtazioni annuali sul carbonio contenuto nelle foreste, sono coinvolte la Nasa, l&#039;Agenzia spaziale europea e le agenzie spaziali di Paesi come l&#039;Italia, la Germania, il Giappone, l&#039;India e il Brasile. I costi dell&#039;iniziativa, spiega Achache, saranno minimi, perché i dati satellitari vengono già raccolti per altri scopi. Google, che offre immagini satellitari sul sito Google Earth, contribuirà con un progetto collegato. I dettagli sul coinvolgimento del colosso di internet, dice Achache, saranno però svelati soltanto il prossimo mese.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px; line-height: 20px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 14px; line-height: 20px&quot;&gt;Fonte: ansa.it&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</description>
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		<title>Nasce un diamante che produce energia</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-10-19T14:46:57Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: georgia, &#039;palatino linotype&#039;, palatino, &#039;times new roman&#039;, times, serif; font-size: 13px; color: #222222; line-height: 18px&quot;&gt;&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px&quot;&gt;Ricerca Enel ed Università di Pisa hanno realizzato un impianto fotovoltaico sperimentale molto particolare, che circa una settimana fa, ha trovato installazione presso il parco di Pratolino a Firenze.&lt;img class=&quot;alignright size-medium wp-image-22160&quot; src=&quot;http://periodicoitaliano.info//wp-content/uploads/progettodiamante_415x155-300x112.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;progettodiamante_415x155&quot; title=&quot;progettodiamante_415x155&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;112&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px&quot;&gt;L’installazione ha il nome di Diamante, poiché nell’aspetto ci somiglia davvero molto. Ha una struttura geotedica, di otto metri di diametro, fatta di acciaio e ricoperto di pannelli fotovoltaici. Il costo di realizzazione è stato molto elevato, poiché si è adottata una tecnica speciale per poter tagliare in quella forma i pannelli. L’energia prodotta serve per l’esigenze di un piccolo condominio che è situato nei dintorni, e sui può scegliere sia di usarla subito ma anche di accumularla sotto forma di idrogeno.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px&quot;&gt;L’idea fa parte del progetto Ambiente e Innovazione, poiché Enel ha deciso di investire anche nelle fonti rinnovabili, attivando dei percorsi di diffusione e valorizzazione dell’energia alternativa.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px&quot;&gt;Villa Demidoff nel parco di Pratolino è un luogo dalle bellezze naturali davvero uniche, dove sono ospitate le opere di diversi artisti, qui la presenza dell’uomo ha saputo fondersi con i paesaggio circostante, ed oggi è stata scelta anche come location di quest’importante ed innovativo progetto. Il Diamante, sembra rappresentare anche una gigantesca opera di design moderno, e apporta una ventata di contemporaneo in questo luogo di storia. Questo sistema nasce proprio per soddisfare l’esigenza di integrarsi all’interno di contesti naturali o di rilevanza artistica senza sconvolgere il paesaggio.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; border-style: initial; border-color: initial; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 13px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; border-width: 0px; margin: 0px&quot;&gt;fonte: periodicoitaliano.info&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;</description>
		<guid>http://nuovopianeta.blogattivo.com/Gaia-b1/Nasce-un-diamante-che-produce-energia-b1-p54565.htm</guid>
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		<title>Avvio per una nuove tecnologia in grado di sviluppare l'energia solare</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-10-15T21:48:38Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;Un dispositivo di dimensioni ridotte mima le caratteristiche dei buchi neri e apre una nuova via per l’ &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?energia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;energia&lt;/a&gt; solare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla teoria alla pratica: all’inizio di quest’anno Evgenii Narimanov e Alexander Kildishev della Purdue University di West Lafayette, in Indiana, pubblicavano su Applied Physical Letters un lavoro in cui dimostravano che è teoreticamente possibile creare un &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?buco_nero&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;buco nero&lt;/a&gt; “portatile” in grado di assorbire la luce allo stesso modo di un vero &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?buco_nero&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;buco nero&lt;/a&gt; (che grazie alla sua enorme gravità è in grado di piegare lo &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?spazio&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;spazio&lt;/a&gt;-tempo intorno a se) senza però le sue conseguenze catastrofiche. Lunedì scorso su arXiv (l’articolo verrà successivamente pubblicato su Applied Physical Letters) è apparso un nuovo lavoro di Qiang Cheng e Tie Jun Cui, dell’Università del Sudest di Pechino, in Cina, dove il metodo proposto da Narimanov e Alexander Kildishev è stato messo in pratica con successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “ &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?buco_nero&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;buco nero&lt;/a&gt; da tavolo” per ora funziona solo con le microonde ma gli scienziati sperano di implementarlo al più presto con la luce visibile. L’idea di Narimanov e Kildishev è che per catturare efficacemente la luce bisogna costruire un cilindro composto da uno strato esterno e uno interno. Il primo deve essere composto da diversi strati in cui gradualmente aumenta la “permittività”, che è la capacità del materiale di ridurre un campo elettrico e che quindi influenza la componente elettrica dell’onda di &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?energia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;energia&lt;/a&gt; che gradualmente si “piega” fino a quando giunge al nucleo doveCoem il &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?buco_nero&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;buco nero&lt;/a&gt; cattura la radiazione viene intrappolata (e non riflessa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proprio questo Cheng e Cui hanno fatto: hanno costruito un disco formato da 60 anelli di “meta materiale” (quello che viene usato anche per i mantelli dell’invisibilità &lt;a href=&quot;http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;amp;site=oggiscienza.wordpress.com&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.newscientist.com%2Farticle%2Fmg19325911.900-invisibility-cloaks-now-you-see-them.html&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://altrogiornale.org/images/filemanager/link.png&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt; ). I 40 strati esterni formano il guscio e i restanti 20 il nucleo. Ogni strato è ricoperto di rame inciso con disegni complicati le cui caratteristiche cambiano progressivamente da un anello all’altro. Le incisioni sono in grado di vibrare (o non vibrare) in risposta ai campi elettromagnetici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dispositivo cattura le radiazione e la trasforma in calore. Meccanismi simili potrebbero in futuro essere usati nella produzione di&lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?energia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;energia&lt;/a&gt; dal &lt;a href=&quot;http://www.altrogiornale.org/_/tagcloud/tagcloud.php?sole&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sole&lt;/a&gt;: “Se funzioneranno,” ha spiegato Narimanov “non ci sarà più bisogno di grandi specchi parabolici per raccogliere la luce.”&lt;br /&gt;I buchi neri infatti potranno succhiare tutta la radiazione e inviarla al cuore della cella solare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://oggiscienza.files.wordpress.com/2009/10/em_blackhole.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;Immagine:Come un buco nero cattura l&#039;attenzione.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;verdana, tahoma, arial, helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;Fonte:oggiscienza.wordpress.com&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</description>
		<guid>http://nuovopianeta.blogattivo.com/Gaia-b1/Avvio-per-una-nuove-tecnologia-in-grado-di-sviluppare-l-energia-solare-b1-p54564.htm</guid>
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		<title>Meraviglie della natura</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-10-14T19:32:44Z</pubDate>
		<description>&lt;div&gt;Ecco una serie di esempi che sapranno entusiasmare  gli animi di quanti ammirano la natura in tutte le sue forme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Pietre Semoventi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image010.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;Le pietre misteriose nel deserto della Death Valley che si spostano sul fango sono state al centro di controversie scientifiche per decenni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rocce di peso fino a centinaia di libbre sono state fotografate nell&#039;atto di muoversi da sole, a volte per centinaia di metri alla volta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni scienziati hanno proposto che una combinazione di venti forti e ghiaccio di superficie sia la causa di tali movimenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, questa teoria non spiega come mai alcune rocce si muovano fianco a fianco, mentre altre si spostino a ritmi diversi e in direzioni diverse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, calcoli di fisica non supportano completamente questa teoria: per spostare tali pietre la velocità del vento necessaria sarebbe di parecchie centinaia di chilometri orari! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;Basalto colonnare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image011.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Quando un flusso di lava si raffredda, si contrae in verticale ma si spezza in crepe perpendicolari al suo flusso direzionale, con notevole regolarità geometrica. Nella maggior parte dei casi tali anomalie formano una griglia regolare di colonne esagonali che quasi sembrano essere fatte dall&#039;uomo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli esempi più celebri, è la Giant&#039;s Causeway, sulla costa d&#039;Irlanda (vedi sopra), anche se il più grande e più ampiamente riconosciuto &lt;br /&gt;sarebbe la Devil&#039;s Tower nel Wyoming. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il basalto ha forme e modi diversi ma ugualmente affascinanti quando le eruzioni sono esposte ad aria o ad acqua. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;Buchi blu&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image012.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;I &amp;quot;Blu Holes&amp;quot; sono giganti e improvvisi cali di elevazione sottomarina che prendono il nome dal tono buio e pericoloso che esibiscono se visti dall&#039;alto in relazione alle acque circostanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi possono raggiungere centinaia di metri di profondità e, mentre i sub sono in grado di esplorarne alcuni, è stato notato che sono in gran parte privi di ossigeno (che avrebbe sostenuto la vita marina) a causa della scarsa circolazione dell&#039;acqua. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni buchi blu, però, contengono antichi resti fossili che sono stati scoperti, conservati intatti nella loro immota profondità.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;Maree rosse&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image013.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Le Maree rosse sono notoriamente causate dalla proliferazione o dall&#039;afflusso improvviso di grandi quantità di alghe colorate (e spesso dannose per la fauna marina) che possono convertire intere aree di un oceano o di una spiaggia in un colore rosso sangue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre alcuni di questi fenomeni possono essere relativamente innocui, &lt;br /&gt;altri possono essere forieri di tossine mortali che causano la morte di pesci, uccelli e mammiferi marini. &lt;br /&gt;In alcuni casi, anche gli esseri umani sono stati danneggiati dalle maree rosse. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;Circoli di ghiaccio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image014.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Nuvole a mammella&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image015.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;Dall&#039;aspetto minaccioso, tali nubi sono spesso indice di un imminente temporale o di un altra condizione meteorologica estrema &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere composte principalmente da ghiaccio in sospensione, possono estendersi per centinaia di chilometri in ogni direzione e rimanere visibilmente statici per dieci-quindici minuti alla volta. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Arcobaleni di fuoco&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image016.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Un arco curvo di arcobaleno in sospensione è la confluenza di rare e localizzate condizioni metereologiche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristalli dentro le nuvole permettono di rifrangere la luce nelle varie onde visibili dello spettro, ma solo se sono disposti correttamente rispetto al terreno sottostante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa della rarità con cui tutti questi eventi accadono sono relativamente poche le foto notevoli di questo fenomeno. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Inghiottitoi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image017.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Gli inghiottitoi sono uno dei più spaventosi fenomeni naturali del mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del tempo, l&#039;acqua erode il terreno sotto la superficie del pianeta &lt;br /&gt;fino a quando, in alcuni casi ed improvvisamente, la terra sopra cede e crolla in profondità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti inghiottitoi sono presenti in natura mentre altri sono il risultato di un intervento umano: locali sotterranei possono aprire enormi cavità mentre i tubi rotti possono erodere sedimenti sotterranei altrimenti stabili. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Penitentes&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image018.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;Tale fenomeno prende il nome dai monacidel Nuovo Messico (in basso a destra in alto), i Penitentes sono abbaglianti lame di ghiaccio che si innalzano ad angoli taglienti verso il sole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si trovano raramente, tranne ad alta quota, essi possono crescere più alto di un essere umano e raggrupparsi in campi molto vasti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il ghiaccio si scioglie in particolari modelli, piccole montagne appaiono nella sua scia. Stranamente, queste formazioni finiscono col rallentare il processo di fusione: le cime infatti proiettano ombre sulle superfici più profonde al di sotto e consentono al vento di soffiare sulle vette, raffreddandole. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Nubi lenticolari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image019.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Spesso tali fenomeni sono stati scambiati per UFO. Evitati dai piloti tradizionali, ma amati da aviatori appassionati, le nubi lenticolari sono masse di nuvole con una forte maggiorazione interna, che può guidare un aliante senza motore ad altitudini elevate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Generalmente, si formano nubi lenticolari come effetto del movimento del vento attorno a grandi masse terrestri, come il culmine di un&#039;antenna o il vertice di una montagna. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Pilastri di luce&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image020.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;I Pilastri luce appaiono come colonne luminose stranamente erette nel cielo, o come fari puntati in aria senza una sorgente apparente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono visibili quando la luce viene riflessa perpendicolarmente da cristalli di ghiaccio o da fonti a terra artificiali come strade o vetri riflettenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il loro aspetto più vicino ricordi solide colonne di luce, &lt;br /&gt;l&#039;effetto è interamente creato dal nostro punto di vista relativo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Sundogs&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image021.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Letteralmente &amp;quot;cani solari&amp;quot;, sono ancora una volta il prodotto della luce che passa attraverso i cristalli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La forma particolare e l&#039;orientamento dei cristalli possono avere un impatto visivo drastico per lo spettatore, producendo una lunga coda o modificando la gamma dei colori visibili. &lt;br /&gt;Inoltre, la nostra percezione tende a identificare l&#039;origine di queste luci basandosi sull&#039;altezza relativa del sole, e collocandole quindi erroneamente in una posizione esterna alla nostra atmosfera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali fenomeni sono stati ipotizzati e discusso fin dai tempi antichi e testimonianze scritte che descrivono i vari attributi del nostro sole &lt;br /&gt;risalgono agli Egizi e ai Greci. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Turbini di fuoco&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image022.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-weight: normal&quot;&gt;Tali Vortici (noti anche come diavoli o tornado di fuoco), appaiono durante furiosi incendi quando la giusta combinazione di condizioni climatiche è presente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vortici di fuoco possono essere generati da altri eventi naturali come terremoti e temporali, e possono essere molto pericolosi, spingendo in alcuni casi il calore fuori della zona di un incendio e causando la devastazione e la morte in un raggio non ancora raggiunto dal fuoco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Vortici di fuoco possono essere alti quasi un miglio, hanno una velocità del vento di oltre 100 chilometri all&#039;ora e durano per 20 o più minuti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Luna rossa&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://i84.servimg.com/u/f84/11/94/33/94/image023.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;Questo fenomeno è forse quello più notato dalla maggior parte delle persone. Ma che cosa provoca questi fenomeni, e del resto, la Luna che colore ha? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la luna appare più bassa sull&#039;orizzonte, i raggi di luce che rimbalzano su di essa devono passare attraverso un tratto molto più ampio della nostra atmosfera, la quale &amp;quot;svuota&amp;quot; lentamente lo spettro dei colori tranne per il giallo, l&#039;arancio e il rosso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando i colori in combinazione con i crateri nelle immagini così riprese si può iniziare a tracciare la storia degli impatti e dei movimenti di materialattraverso i millenni su tutta la faccia della nostra misteriosa luna. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px&quot;&gt;Fonte: Croponline.org  Requiem&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</description>
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		<title>Niente colonne di polvere dalla luna</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-10-10T11:48:43Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px&quot;&gt;&lt;p style=&quot;margin-top: 0px; margin-bottom: 20px&quot;&gt;Delusione per chi s’aspettava uno spettacolo pirotecnico: il botto non c’è stato. Niente colonne di polvere lunare. Niente lampi. Niente di niente, almeno da terra. La sonda LCROSS (Lunar Crater Remote Observation and Sensing Satellite) della NASA s’è schiantata sul suolo lunare ieri alle 13 e 30 (ora svizzera), ma da qui non hanno visto nulla neppure i telescopi Keck da 10 metri, alle Hawaii. Figuriamoci le centinaia di astrofili in impaziente attesa con i loro piccoli telescopi. Un fallimento, quindi? Per lo spettacolo sì, per la scienza senza dubbio no.&lt;br /&gt;Dapprima lo stadio del razzo Atlas V Centaur da 2.300 chili ha colpito la superficie a 9.000 chilometri all’ora, nel silenzio più assoluto (scordatevi le esplosioni da film di fantascienza: sulla Luna non c’è atmosfera, quindi niente onde sonore). Pochi minuti dopo la LCROSS ha sorvolato il punto di impatto e ha raccolto misure sulla materia sollevata, per analizzarla alla ricerca di acqua. E s’è schiantata poco più in là. Gli scienziati speravano di riuscire a osservare una colonna di polvere lunare, alta magari perfino dieci chilometri, sollevarsi dal punto di impatto. Invece niente: neanche quel paio di chilometri necessari affinché si vede qualcosa. Ora gli studiosi pensano che la sonda abbia colpito una zona più rocciosa che polverosa. Ma forse un po’ d’acqua c’è lo stesso.&lt;br /&gt;Acqua? Sulla Luna? Ma non era un arido deserto pietroso? Già, ma potrebbe esserci arrivata con il bombardamento di nuclei di comete. Che, com’è noto, sono palle di ghiacciate. Il ghiaccio potrebbe allora nascondersi in fondo a qualche cratere polare, in ombra permanente. La questione è controversa: negli ultimi anni i dati raccolti hanno condotto a conclusioni contrastanti. Secondo alcuni scienziati il ghiaccio c’è di sicuro, per altri non se ne parla proprio. Per tagliare la testa al toro, la NASA ha lanciato questa missione. E proprio lì, dentro il cratere Cabeus nei paraggi del Polo Sud lunare, gli scienziati della NASA hanno spedito a morire il razzo e la LCROSS. Perché dentro Cabeus la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) (che invece rimarrà tranquilla e sicura in orbita lunare permanente) nei mesi scorsi aveva trovato tracce di idrogeno... e quindi acqua. Forse. Magari.&lt;br /&gt;Adesso bisognerà attendere i risultati dell’analisi delle misure per capire se il ghiaccio c’è davvero. Analisi non facili: senza un’alta colonna di polveri da attraversare, gli strumenti della LCROSS avevano ben poco da analizzare. Tuttavia lo spettrometro ha registrato almeno un breve un lampo luminoso. Tutto da interpretare, però. L’impatto, comunque, c’è stato di sicuro. Infatti ora dentro Cabeus c’è un cratere tutto nuovo, di circa 20 metri di diametro. E artificiale, perché prodotto da un manufatto umano.&lt;br /&gt;Che il ghiaccio lunare sia importante è fuori discussione. La Luna sarà la prima tappa nella ripresa della conquista umana dello spazio: gli Stati Uniti sperano di arrivarci entro il 2020. Poi verrà il turno di Marte. Ma colonizzare la il nostro satellite non sarà semplice. Meno roba ci si porta dietro, meglio è. Sicché, per esempio, trovare l’acqua già sul posto sarebbe una bella comodità.&lt;br /&gt;Così finisce il primo bombardamento lunare. Del tutto innocuo: nessun pericolo per la stabilità dell’orbita del nostro satellite, colpito da miliardi di anni da meteoriti di ogni dimensione, sempre senza fare una piega. Innocuo e pacifico, perché sulla Luna non c’è proprio nessuno che possa arrabbiarsi, offendersi, scatenare rappresaglie.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;font-weight: bold; margin-top: 10px; text-align: right&quot;&gt;Marco Cagnotti&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left; font-weight: bold; margin-top: 10px&quot;&gt;Fonte: plus.cdt.ch&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;</description>
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		<title>Bombardato il cratere lunare</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-10-09T15:06:12Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; color: #222222; line-height: 18px&quot;&gt;OBIETTIVO centrato. Esattamente come previsto alle 13 e 31 minuti (ora italiana) il razzo Centaur ha colpito la Luna in prossimità del Polo Sud. Punto d&#039;impatto il cratere Cabeus. &amp;quot;La velocità con il quale il razzo, dal peso di 2.366 kg, ha toccato la Luna era di 9.000 km all&#039;ora&amp;quot;, ha spiegato Daniel Andrews, responsabile del progetto LCROSS.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#222222&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 13px; line-height: 18px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#222222&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 13px; line-height: 18px&quot;&gt;Questa differenza di tempi è servita a far si che gli strumenti a bordo della LCROSS abbiano potuto raccogliere le informazioni dalla nube di detriti prodotti dallo scontro tra Centaur e il suolo lunare, attraverso la quale è penetrata prima di impattare con la superficie. La strumentazione di bordo era composta da fotocamere, in grado di riprendere a diverse lunghezze d&#039;onda, da quella del visibile al vicino e medio infrarosso, da spettrometri, ossia strumenti in grado di analizzare la composizione chimica del materiale fatto innalzare nello spazio e da un fotometro, in grado di misurare la luminosità del flash prodotto dall&#039;impatto di Centaur con la Luna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contrariamente a quanto ipotizzato, però, nel momento dell&#039;impatto non vi è stato alcun lampo luminoso, ma gli strumenti a bordo della sonda LCROSS hanno raccolto tutte le informazioni previste. Un improvviso bagliore poi, ha messo fine alle immagini che giungevano da pochi chilometri dalla Luna. Alle 13 e 35 infine, anche LCROSS è impattata sulla superficie lunare. &amp;quot;Tutto OK, è stato un grande lavoro&amp;quot;, ha detto Rusty Hunt, direttore di volo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si attende che anche tutte le fotografie e le analisi raccolte da LRO, da 20 grandi telescopi terrestri, da quattro satelliti che ruotano attorno alla Terra, tra cui l&#039;Hubble Space Telescope, e da centinaia di astrofili convergano nelle mani degli scienziati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tutto questo, che è costato 70 milioni di dollari, per cosa? Per avere la conferma all&#039;ipotesi che vuole che nel luogo d&#039;impatto c&#039;è ghiaccio frammisto a polvere lunare. La caccia all&#039;acqua ghiacciata è iniziata anni fa, ma solo poche settimane or sono un piccolo drappello di sonde avrebbe dato conferma della sua esistenza. I dati raccolti da LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter), una sonda lanciata dallo stesso razzo che ha portato alla Luna LCROSS, dalla sonda indiana Chandrayaan-1 e dalla sonda giapponese Kaguya-Selene, sono tutti a favore della presenza di acqua un po&#039; ovunque sulla Luna ed in particolare proprio in prossimità del Polo Sud. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tant&#039;è che l&#039;iniziale cratere Cabeus-A scelto come luogo di impatto di Centaur, prima della sua partenza, è stato cambiato con Cabeus (un cratere con un diametro di 96 km e una profondità media di 4 km) proprio perché quest&#039;ultimo sembra presentare una maggiore presenza di ghiaccio al suo interno. I crateri polari infatti, sono luoghi ideali per trattenere il ghiaccio in quanto in alcuni di essi la luce del Sole non riesce mai a penetrarvi e dunque, le temperature rimangono costantemente al di sotto dei -173° C, al punto che in uno di essi si è registrata la temperatura più bassa di tutto il sistema solare, con -240°C. &amp;quot;Se si vuole estrarre acqua dal suolo lunare è necessario capire dove vi è la maggiore concentrazione&amp;quot;, ha detto Michael Bicay, direttore scientifico all&#039;Ames Research Center. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre si stanno analizzando i primi dati, il mondo scientifico è diviso sulla provenienza dell&#039;acqua lunare. Le ipotesi che erano state fatte nel passato sostenevano che l&#039;acqua potesse essere arrivata da comete oppure da ioni (atomi con un elettrone in meno) di idrogeno portati dal &amp;quot;vento solare&amp;quot;, i quali combinandosi con l&#039;ossigeno presente sulla Luna avrebbero originato l&#039;acqua. &amp;quot;Ci sono anche modelli che danno ragione ad entrambi le ipotesi&amp;quot;, ha spiegato Roger Clark dell&#039;U. S. Geological Survey. Ma Arlin Crotts della Columbia University che aveva previsto la presenza di acqua con una ricerca che verrà pubblicata su Astrophysiacl Journal, sostiene che l&#039;acqua lunare potrebbe essere arrivata dal suo interno, &amp;quot;la quale&amp;quot;, sostiene Crotts, &amp;quot;è arrivata in superficie attraverso fessure presenti nelle rocce. E&#039; noto, infatti, che nella crosta lunare più profonda c&#039;è acqua e dunque non si capisce perché essa non debba arrivare fin sotto il Sole come arrivano i gas&amp;quot;. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#222222&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 13px; line-height: 18px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot; color=&quot;#222222&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 13px; line-height: 18px&quot;&gt;fonte: Repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</description>
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		<title>Un esempio di rlancio territoriale con energia proveniente da fonti rinnovabili</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-09-21T22:54:24Z</pubDate>
		<description>&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px&quot;&gt;&#039;L&#039;ex Tubimar del porto di Ancona diventera&#039; un esempio in Italia di come un&#039;area inquinata possa trasformarsi in una grande risorsa per produrre energia pulita&#039;. Lo ha detto Enrico Cappanera, amministratore delegato di Energy Resources, commentando il progetto recentemente approvato che fara&#039; nascere nello scalo dorico uno degli impianti fotovoltaici piu&#039; grandi d&#039;Italia, che sara&#039; in grado di produrre 3.200 KWp (sufficiente per alimentare il fabbisogno di circa 1.600 abitazioni) e sara&#039; realizzato dall&#039;azienda che, in associazione di impresa con Conscoop di Forli&#039;, si e&#039; aggiudicata il bando di gara indetto dall&#039;Autorita&#039; Portuale.&lt;br /&gt;  L&#039;installazione dell&#039;impianto sara&#039; preceduta da un vasto intervento di bonifica dall&#039;amianto, di cui e&#039; attualmente formato il tetto dell&#039;ex stabilimento Tubimar. La nuova struttura sara&#039; ricoperta con 15.248 moduli fotovoltaici ad altissima efficienza, per una superficie radiante pari a circa 18.900 mq (circa 3 campi di calcio). &#039;Con l&#039;installazione di impianti fotovoltaici non solo e&#039; possibile produrre energia elettrica ma anche risolvere ulteriori questioni di natura energetica. L&#039;unione di fotovoltaico e geotermico permette infatti l&#039;eliminazione del problema dei combustibili fossili&#039;, spiega Cappanera. &#039;A oggi cio&#039; si puo&#039; fare a costo zero, avvalendosi di societa&#039; come Energy Resources che, in qualita&#039; di Esco (Energy service company, ovvero societa&#039; di servizi energetici) e&#039; specializzata nell&#039;effettuare interventi nel settore dell&#039;efficienza energetica, fornendo le risorse finanziarie e gestendo progettazione, realizzazione e manutenzione&#039;. L&#039;installazione dell&#039;impianto fotovoltaico nel porto di Ancona sara&#039; totalmente a carico dell&#039;associazione d&#039;impresa, che realizzera&#039; l&#039;intervento con un investimento pari a 16 milioni di euro; l&#039;Ati avra&#039; per 20 anni la concessione dell&#039;impianto da parte dell&#039;Autorita&#039; portuale e dunque la possibilita&#039; di vendere alla rete nazionale l&#039;energia elettrica ottenuta. Nata nel 2006 ad Ancona, Energy Resources si avvale di 70 ingegneri professionisti specializzati nelle energie rinnovabili; tra il 2008 e il 2009 ha realizzato impianti per 15 MegaWatt di potenza, pari a 20 milioni di kWh prodotti e 8 milioni di Kg di CO2 non immessa nell&#039;atmosfera; dai 14 milioni del 2008, l&#039;azienda stima di raggiungere per il 2009 i 40 milioni di euro di fatturato.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px; line-height: 20px&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font face=&quot;Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-size: 12px; line-height: 20px&quot;&gt;fonte:agi.it&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;</description>
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		<title>Fusione fredda una rivoluzione dell'energia che avrebbe visto l'Italia in testa</title>
		<category>Gaia</category>
		<pubDate>2009-09-17T23:12:20Z</pubDate>
		<description>Come già accaduto in passato l&#039;italia è un paese molto abile nel tacciare di eresia grandi menti che hanno avuto grandi idee istigandole ad andare via da questo paese in cerca di comprensione e finanziamenti all&#039;estero salvo poi pagare profumatamente i frutti di quelle idee ad altri paesi in un secondo momento. Famosi sono gli esempi di Leonardo da Vinci, Enrico Fermi, e non ultimo ovviamente il grande Cristoforo Colombo che aveva teorie molto strane sulla forma della terra ma per nulla infondate, ed infine Galileo Galilei che ha rischiato di essere giustiziato.&lt;div&gt;Ma andiamo ora con ordine, l&#039;articolo che sto per postare reassume brevemente la storia della fusione fredda in italia, descrive come un team italiano sia riuscito ad ottenere i primi risultati e come in un secondo momento questi scienziati siano stati abbandonati a sè stessi. Ma sinceramente io non me ne stupisco, dato che siamo un paese dove la ricerca è penalizzata e preferiamo pagare i prodotti ad altri paesi, vedasi ad esempio l&#039;energia derivante dalle centrali nucleari. E solo anni dopo decidiamo in maniera ridicola di dotarci di impianti nucleari per la produzione di energia elettrica senza ben sapere dove mettere i rifiuti e dove impiantare queste centrali che saranno completate con una tecnologia obsoleta all&#039;atto del varo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot; style=&quot;font-family: verdana; font-size: 12px&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;bbcode bold&quot;&gt;Il rapporto 41: la rivoluzione scientifica dimenticata dall’Italia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2001 l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati dell’Enea crea un collettivo di scienziati per studiare e realizzare la fusione fredda, annunciata come nuova teoria scientifica 10 anni prima da Fleischmann. Rubbia, già premio Nobel per la fisica, è stato uno dei primi nel credere nella fusione nucleare a temperatura ambiente che produce energia immensa, e fu lui stesso a richiedere la stesura di un rapporto dettagliato sui risultati dell’esperimento per ottenere una risposta chiara e incontrovertibile sulla possibile realizzazione della free energy. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendeva infatti presentare una prova all’intero mondo accademico scientifico che la rivoluzione scientifica era già in atto, ed era nelle mani dell’Italia con dei risultati vivi, proprio quando a livello mondiale la fusione fredda veniva completamente affossata per far posto alla fusione termonuclerare controllata, cd. progetto Iter. Inizia così l’avventura tutta italiana nella fusione fredda alla ricerca di una nuova fonte di energia, che incontrerà tuttavia molteplici difficoltà per vincere innanzitutto lo scetticismo diffuso a livello degli alti vertici che tra i singoli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo di ricercatori composto dal Prof. Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno e Antonio Frattolillo, team che aveva assistito il prof. Preparata nella stesura del protocollo per la replicabilità della fusione fredda, costruisce una cella di energia che sprigiona molta piùenergia di quanto non ne venga immessa. In una camera termostatata, che mantiene cioè una temperatura costante, viene immessa una pila che ha all’interno una barra di palladio immersa in un litro di acqua pesante, ottenuta mediante un trattamento delle molecole dell’ acqua composte così da atomi di deuterio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alimentando la pila con una fonte di energia, la barra di palladio attira gli atomi di deuterio nelle porosità del metallo, sino ad indurre alla fusione dell’ idrogeno in virtù di reazione fisico-chimica. Durante la reazione un sensore rileva la produzione di elio e un alto aumento di temperatura, quindi produzione di energia in una quantità superiore rispetto a quanta ne sia necessaria in ingresso. Non esiste in questo caso un sistema di ingegnerizzazione e la produzione di energia avviene in grandi quantità, quindi in maniera non dosata come la combustione della benzina e in diverse forme elettromagnetiche, cosa che necessiterebbe di una tecnologia specifica per ogni gamma di frequenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperimento aveva dunque come obiettivo quello di verificare che la reazione che causava calore e una grande energia luminosa, era di tipo nucleare. I ricercatori rilevando delle tracce di Elio-4 e degli eccessi di calore, che hanno confermato che la fusione dell’ idrogenoera avvenuto grazie ad una reazione nucleare: da questo punto di vista l’esperimento può dirsi riuscito. Rubbia in primo momento convoca gli scienziati danno anche un suo contributo per completare il rapporto e i risultati dell’esperimento scientifico, ma poi sparisce abbandonando i ricercatori e il gruppo di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa abbia a quel punto scatenato l’indifferenza e il rifiuto di quel progetto possiamo solo sospettarlo, in quanto molti e forse troppi sono stati gli ostacoli e le barriere da sormontare. In ogni caso è strano che questo arresto sia avvenuto proprio nel momento in cui si erano ottenuti dei primi risultati concreti: sino ad ora è stato confermato che questo sistema in condizioni corrette riesce a produrre – oltre la potenza immessa – dal 10% a molte migliaia di volte la potenza in entrata. È inoltre emerso che negli esperimenti di fusione fredda sono stati trasmutati elementi, sono apparsi degli atomi che non erano presenti prima che gli esperimenti cominciassero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso era giunto il momento di investire vere e ingenti risorsi in quel piccolo esperimento per ottenere dei risultati percepibili anche dalla collettività, per poter dire che questa è a tutti gli effetti una forma di energia. Nel 2004 il Ministero delle Attività Produttive, convoca la Presidenza della divisione Fusione dell’ENEA, dopo aver letto il “rapporto41” sollecitò il ripristino delle ricerche concedendo un finanziamento per portare avanti il progetto, da affidare tuttavia ad un altro gruppo di lavoro, coordinato da Vittorio Violante e collegato a gruppi di ricerca in Giappone e in America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Enea ha senz’altro agito per difendere parte dei suoi stessi interessi, per evitare di raccogliere un fallimento a livello internazionale per via di un progetto che richiedeva troppi anni per cominciare a dare i suoi frutti nonostante i modesti mezzi da impiegare per continuare la ricerca. Tuttavia, abbandonare così la fusione fredda, persa tra le pagine dell’internet e preclusa ai media accreditati a livelli più elevati o tra le masse è un vero crimine contro l’Umanità, perché significa cancellare anni di studio e di ricerca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giornali continuano a passare notizie di cronaca o di guerre per il petrolio, e non vogliono dare una speranza alle persone, non vogliono che la gente sappia che una soluzione a tutto questo c’è e che bisogna solo resistere e combattere giornaliermente affinché cambi il nostro modo di vivere e di pensare. L’egoismo oggi ci rovina e non ci permette di capire la vera portata di una rivoluzione energetica e anche le terribili conseguenze che porterà se non siamo pronti abbastanza per adeguarci all’impatto della nuova era.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia aveva senz’altro tra le mani un grande progetto, ma peccando di inesperienza e di codardia ha preferito restare nelle retroguardie lasciando ad altri il rischio della sperimentazione e del fallimento delle ricerche. La fusione fredda è ora nei laboratori delle più grandi multinazionali, delle società private e dei CNR di moltissime nazioni, ma ognuna di esse custodisce con gelosia il segreto delle proprie ricerche perché rappresenta l’arma del futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato che noi siamo sempre stati in guerra, abbiamo un sistema economico che non è consono alla civiltà umana ma è basato sul controllo e sulla schiavitù, ed ecco perché i soldi e il petrolio sono un dio che è al di là dell’uomo, come lo dimostra un semplice dollaro. Pur ammettendo che oggi riusciamo a trovare una nuova energia, cosa potrà accadere? Il sistema non cambierà dall’oggi al domani, e quando lo farà ci saranno innumerevoli vittime, una strage provocata dalle guerre e dalle patologie che si verranno a creare per cambiare uno stile di vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima che questa nuova energia venga immessa sul mercato, passeranno 15 anni, e nel frattempo la lotta al controllo del gas e del nucleare ci porterà alla guerra perpetua. Noi tentiamo di dare anche delle spiegazioni all’occultamento della fusione fredda, ma non è semplice accettarle, in quanto la risposta si trova nel nostro sistema economico, e se alcune persone tacciono dinanzi a queste domande è perché non intendono dare molte spiegazioni e dunque nonrispondono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://skipall.com/4x2.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’Enea ha deciso di interrompere il progetto per poi riprenderlo sotto altri vesti è perché segue delle leggi economiche basate sul sistema del petrodollaro, ed è costretta a farlo in quanto adesso non può uscirne e mettersi al di sopra. Per accettare la fusione fredda occorre essere in grado di accettare l’idea che occorre rivedere alcune teorie pluriacclamate dagli esperti in quanto errate, che l’ energiapuò crescere all’infinito, che è decentrata e deve essere diffusa in maniera indistinta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte altre volte avremo l’impressione di capire cosa stia veramente accadendo tra le alte sfere, ma poi ci accorgeremo di essere manipolato e di aver raggiunto il loro scopo. Informiamo le persone della scoperta della fusione, ma diciamo loro che dovranno fare dei sacrifici per ottenerla, dovranno cambiare se stessi e non imputare ad altri esterni dei problemi e del male che esiste in ognuno di noi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
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